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Capitolo 5 – Indicazioni per la progettazione pastorale
di Amministratore Utente - lunedì, 31 gennaio 2011, 16:43
  Riflessioni
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Intervento di Biancamaria Moschella
di Amministratore Utente - lunedì, 31 gennaio 2011, 16:48
 

Parole chiave: alleanza educativa tra tutti i soggetti; bisogno di testimoni; ‘superpastorale’

Cari amici,

sebbene mi fossi ripromessa di leggere con calma l’intero Documento della CEI, mi sono ridotta, per una serie di motivi, a leggere, oltretutto superficialmente, l’Introduzione, il I° Capitolo e il 4° Capitolo . Non sono nemmeno riuscita a rielaborare i pensieri scaturiti da tale lettura, quindi mi limito ad inviare quanto ho annotato in modo grezzo e disarticolato, che evidenzia i miei grandi limiti personali e rispecchia solo una piccola parte delle numerose considerazioni suscitate dalla lettura degli orientamenti.

Ritengo sia non oltre rinviabile una nuova impostazione delle attività pastorali che consenta di fatto la realizzazione di una concreta alleanza educativa tra tutti i soggetti e le realtà coinvolte (famiglia, parrocchia, scuola e università, mass media, società).

Tale alleanza, da svilupparsi sotto il profilo pastorale, che è quello di precipua competenza della Diocesi, necessita di una profonda condivisione e motivazione da parte sia della componente ecclesiale in senso stretto che della componente laica, che dovrebbero essere insieme protagoniste di un progetto che, pastoralmente parlando, si prefigga di procedere “ ut unum simus”.

Mi spiego: stiamo continuando a non riuscire ad essere ‘attraenti’ per larghe fasce di ragazzi, che hanno bisogno di testimoni, di coerenza, di autorevolezza e non di teorie o di momenti formativi semplicemente giustapposti ,organizzati nell’ambito di questa o quella ‘Pastorale’.

Dobbiamo assolutamente organizzarci in modo sinergico per trasformare costruttivamente l’indifferenza, se non addirittura la crescente ostilità , che le nuove generazioni nutrono nei confronti della Chiesa, soprattutto vissuta come gerarchia lontana dalle loro esigenze quotidiane.

In una società in cui tutti convengono sul fatto che da soli non si può più procedere, un progetto pastorale così affascinante ed impegnativo quale sicuramente si propone di essere l’ ”Educare alla vita buona del Vangelo”, oltre ad impegnarci sui contenuti non può prescindere da una struttura organizzativa che sia veramente adeguata ai tempi e che non sia pensata ‘dopo’ l’individuazione dei contenuti, ma sia presentata sin dall’inizio, come strategia necessaria per un ‘servizio’ efficace e autentico da parte della comunità educante...

Pertanto occorrerà progettare una realtà pastorale che, pur mantenendo la specificità dei singoli settori, li sappia arricchire di un comune orizzonte permanentemente a 360°, anche proponendo occasioni formative, ad esempio per lo sviluppo di un atteggiamento a mio avviso di estrema importanza: la profonda consapevolezza della corresponsabilità educativa che coinvolge, a diversi livelli, sia laici che consacrati e prepari a saper progettare insieme.

Immagino una specie di ‘superpastorale’, che programmi momenti comuni di dialogo, di riflessione, di lavoro, in cui confrontare le diverse proposte relative alle varie tappe del decennio 2010-2020, per rilanciare poi unitariamente i risultati/proposte alle famiglie, alle parrocchie, alla scuola e all’università, ai mass media, alla società.

Uno dei tanti punti critici del passato, e che deve certamente essere superato, riguarda la miriade di richieste e/o di iniziative che pervengono singolarmente alle parrocchie dai diversi Uffici pastorali, con i risultati che tutti conosciamo...

Mi sembra un esempio sufficiente a motivare una reimpostazione del modo di lavorare da parte dei singoli uffici pastorali, oltretutto avendo ben presente che la parrocchia , crocevia delle istanze educative, non può essere considerata come un semplice terminal della progettualità maturata ‘altrove’, ma deve farne e sentirsene veramente parte .

Mi fermo qui, almeno per ora e saluto cordialmente tutti.

Biancamaria Moschella

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Intervento di M. Malesani Valente - A.Ge. e L. Annovazzi - A.S.E
di Amministratore Utente - lunedì, 31 gennaio 2011, 16:52
 

Parole chiave: Azione concorde; difficile proporreBeatitudini; modelli di vita

Partendodalle indicazioni operative presenti nel capitolo V° degli Orientamenti2010-2020,

indicazionivolte ad orientare la progettazione del cammino pastrorale-educativo di ogniChiesa particolare, in sintonia con gli orientamenti nazionali, sembrafondamentale ribadire l'importanza educativa di un'azione concorde econcordata tra le diverse componenti locali della comunità cristiana, lefamiglie, la scuola, le diverse figure educative operanti con i giovani ed igiovanissimi come i catechisti e gli educatori di territorio.

Troppistimoli contradditori, continuamente passati attraverso i mass media, troppoindividualismo, potenziato dall'erroneo e discutibile modello di uomini disuccesso nella finanza e nella politica, una visione relativistica escetticistica della realtà, comunicata da intrattenitori televisivi di dubbiacultura, rendono difficile alle persone di buona volontà - e inparticolare ai cattolici - iniziare e sostenere un dialogo sui veri valori esulla dignità propria di ogni persona in quanto creatura.

Qualunquesia l'età di appartenenza delle persone, ma soprattutto dei giovani - se sihanno immagini mentali di stili di vita basati sul facile successo - diviene difficileproporre un modello, che trae la sua forza dalle Beatitudini.

Peraiutare le diverse componenti della comunità cattolica locale, soprattutto iparroci, ma anche le famiglie ed i laici impegnati a diverso livellonell'azione educativa e formativa, a discernere gli elementi fondamentali eirrinunciabili per curare relazioni aperte e significative con il prossimo( figli, coetanei, allievi, parrocchiani,membri di altre associazioni, persone di altra etnia e cultura, ecc.), isuggerimenti presenti nel cap.V° andrebbero approfonditi in riunioni conrappresentanti delle diverse componenti, partendo da una verifica non formale,ma sincera di ciò che si sta già facendo e dei risultati che si sono ottenuti.

Questeriunioni dovrebbero approdare ad un documento breve e facilmente fruibile conalcuni suggerimenti condivisi per interventi educativo-pastorali adatti allarealtà dei nostri tempi.

Avendomolti membri della Chiesa acquisito la consapevolezza che l'iniziazionecristiana è ormai raramente data dalla famiglia, nessun educatore attentoai tempi attuali può dare per scontata questa iniziazione, ma dovràconfrontarsi con questa realtà per essere propositivo, elaborando con lecomunità della diocesi modelli e strumenti utili a rispondere alle mutatecondizioni formative.

Cisembra anche importante rilevare l'evidenza data nel paragrafo 54 alla vitaaffettiva, dove non sono le parole a presentare e motivare la bellezza di unostile di vita cristiano, ma coerenti modelli di vita che rendanocredibile l'insegnamento evangelico sull'amore.

MariucciaMalesani Valente - A.Ge. Associazione Italiana Genitori

Liliana Annovazzi - A.S.E Associazione Scuola Educazione

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Intervento di M. Geuna e M A Mussotto Baudo - Movimento per la Vita
di Amministratore Utente - lunedì, 31 gennaio 2011, 16:54
 

Per una proposta educativa rivolta ai giovani la centralità della persona è l’obiettivofondante di un percorso che passaattraverso l’ascolto, l’accoglienza,l’accompagnamento.

Tra iprocessi di accompagnamento alla costruzione dell’identità personalel‘educazione alla vita affettiva merita particolare attenzione.

Non puòessere perseguita un’educazione cristiana che non abbia un modello da indicarecirca il rapporto uomo-donna che abilitila persona a scoprire il bene, la bellezza dell’insegnamento evangelicodell’amore e a crescere nella responsabilità; un'educazione che abbia ben presenti, anche riguardo a questa tematica,le “due fonti che orientano ilcammino umano ”, cioè la natura e la Rivelazione . A tale scopo occorre promuovere la collaborazione tra famiglia, parrocchia,associazioni o movimenti a cominciare dalla scuola. Per mantenere aperto ildialogo tra i vari soggetti educativi uncontributo qualificato può darlo l’insegnante di religione cattolica. E’,infatti, necessario che i vari soggetti coinvolti si parlino e si incontrino su una proposta comune diindirizzi e valori condivisi.

IlMovimento per la Vita di Torino attraverso un progetto di educazioneall’affettività-sessualità si propone di promuovere nei giovani correttistili di vita, nella prospettiva di rendere ogni soggetto capace di operare scelte responsabili. E questo a partire da una riflessione approfondita,ed efficace a livello comunicativo, sul “chi sono io”, cioè sulla questioneantropologica. Infatti, senza questa attenzione prioritaria, strettamentelegata alla problematica del senso della vita, anche l'educazione allasessualità rischia di essere ridotta al “come fare” , a istruzioni per l'uso,in un contesto culturale in cui, da un lato, “la formazione integrale è resaparticolarmente difficile dalla separazione tra le dimensioni costitutive dellapersona, in special modo la razionalità e l'affettività, la corporeità e laspiritualità” e, dall'altro lato, imodelli e i messaggi mass-mediali spesso ostacolano il processo di accettazionedi sé e la consapevolezza della vita “intesa come vocazione”. Riteniamo quindi che comprendere il valore della propria persona, unica almondo e dunque degna del proprio e altrui rispetto sia l’obiettivodell’educazione all’affettività per realizzare “l’apertura dell”io al “tu”, al“noi”e al “Tu” di Dio”, cogliendo “ildesiderio di relazioni profonde che abita il cuore di ogni uomo” e riproponendola dimensione del “dono come compimento della maturazione della persona”.

MarinellaGeuna e

MariaAdele Mussotto Baudo

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Contributo di Valter Boero (pres. MPV di Torino)
di Amministratore Utente - lunedì, 31 gennaio 2011, 17:01
 

Il testo che ci è stato proposto ci stimola ad identificareun cammino per contribuire ad assolvere al compito della Chiesa diannunciare il Vangelo agendo in modo efficace nell’esperienzastraordinaria dell’educare.

L’educazione è una delle esperienze più grandi che l’uomopossa fare, sia come soggetto passivo, sia come soggetto attivo. L’esperienzareligiosa può passare attraverso il processo educativo.

La Chiesaha un Messaggio importante da comunicare, un Messaggio sul senso della vita. Questo messaggio ha bisogno di una condizione di libertà peressere esplorato in profondità nella sua grandezza e semplicità. La formazionedi un uomo libero può essere considerato l’obiettivo generaledell’educazione in campo umano e in questa condizione l’esperienzareligiosa può essere proposta.

Molti si sono cimentati su questa strada. Si può valutarel’efficacia delle attività educativeattuate in questi anni?

Si, basta guardarsi intorno. Non è tutto uniforme: ci sonoambienti dove l’azione educativa sembra abbia avuto maggiore successo, in altrimeno.

Le Chiese vuote, soprattutto di giovani, indicherebbero uninsuccesso dell’azione educativa e soprattutto dell’educazione religiosa o almeno dell’azione comunicativa.I giovani hanno preferito seguire altri ambienti, altre proposte, altri messaggi.

Anche il tuffo di molti giovani nelle dipendenze più o menotossiche è segno della incapacità di trasmettere dei buoni segnali di speranza.Analisi condotte sulle acque del fiumePo, che raccoglie le deiezioni di circa 1 milione di persone, rivelano lapresenza di metaboliti legati all’usodella droga da parte di circa 10.000persone al giorno. Il tuffo nelle dipendenze è l’annuncio delfallimento educativo. Questa è la ragione del termine emergenza in campoeducativo.

Infine da evidenziare è anche la grande intensità dei messaggi dicomunicazione che vengono diffusi nel corso di una giornata attraverso idiversi mezzi (Tv, radio, stampa, telefono, internet, musica). L’intensità e lavelocità è tale da non poter distinguere e verificare i segnali buoni da quelli cattivi, il verodal falso.

I segnali con cui siamo bombardati hanno comunque effetto sudi noi a meno che non ci si protegga adeguatamente. Per convincersene bastafare un esperimento con noi stessi e constatare quali immagini e pensieririchiamano alla nostra mente i seguenti toponomi: Cogne, Garlasco e Avetrana.

Come Diocesi nondisponiamo degli strumenti e dei mezzifinanziari per agire in ogni settore enella misura che vorremmo: dobbiamo per forza scegliere e focalizzare l’attenzione in ambiti circoscritti. Così come i primi Apostoli, pur volendoprobabilmente annunciare il Vangelo ovunque, si sono accontentati dei loromezzi, così noi ci si deve arrangiare con quel che si ha, concentrandolo sforzo su alcuni gruppi o situazioni di vita.

Noi però abbiamo molti più mezzi e conoscenze degliApostoli, quindi più responsabilità. Non ci dobbiamo porre però in affanno perché sappiamo che la Provvidenza veglia su di noi che ci spremiamo le meningi.

La nostra attenzione per l’azione educativa forse può essereaumentata , e anche affinata, se si ha una percezione più precisa di quali sono i momenti della vita in cui vi è maggiore sensibilità eanche quali sono le conseguenze di una assenza di azione educativa.

Certamente la trasmissione di ogni cosa richiede tre elementi: un contenuto, unsoggetto che lo invia e un soggetto chelo riceve.

Si parte generalmente dall’esperienza genitoriale alla qualesi è impreparati se si confronta con l’impegno posto per realizzare altreattività. E’ abbastanza normale confidare nella natura: J.J. Russeaux ha lasciato tracceindelebili. Certamente non influiscemolto ciò che può giungere dalle famiglie di origine dei due genitori, ovverodai nonni, perché le giovani coppie pensano di saperla lunga. Ciò che è tradizione generalmente è visto come superato ed obsoleto. Anche l’insegnamentodella Chiesa al di fuori del mondocattolico è visto come arretrato.

Tuttavia se c’è sufficiente attenzione e una minima responsabilità si fa l’esperienzadella grande influenza esercitata dal mondo esterno sulla crescita dei neonati. Si pone quindi benpresto il problema di che cosa insegnare ai propri figli; c’è la percezionechiara che tutto non può essere organizzato in modo provvisorio nell’attesa della maggiore età;prende corpo la domanda sulla necessità di scegliere che cosa insegnare,da dove si comincia. Allora è necessario mettere ordine tra le proprie cose edecidere quali tra queste sono importanti e quali no. L’azione educativa daesercitare sul neonato costringe ad educare il genitore educatore.

Questo richiede uno sforzo non trascurabile che riguarda ilproprio stile di vita, le proprie convinzioni personali e anche quellereligiose.

Questo sforzo sarà ancora più stringente quando si farà esperienza diretta del giudiziospietato e schietto dei figli sul comportamento dei genitori. I figli, anchepiccoli, hanno infatti la capacità dicogliere ogni incoerenza.

Il tempo in cui gli sposi diventano genitori è quindiil tempo nel quale viene svolto unlavoro educativo nei confronti dei figli attingendo ad un lavoro educativo susé stessi. Forse è una delle più grandi possibilità che si ha per agire concretamente su sé stessi avendo ifigli come specchio del proprio comportamento personale soprattutto nellarelazione coniugale.

Oltre che essere documentato scientificamente è noto come leinsegnanti di scuola materna in una classe di 20-30 allievi sappianoidentificare agevolmente i bambini chevivono in ambienti familiari stabili e ordinati dove papà e mamma si voglionobene e i bambini con situazioni familiari turbolente con conflitti tra igenitori. Altrettanto noti sono gli effetti di queste stabilità e instabilitàsul comportamento, sull’apprendimento e sulla serenità dei bambini.

Altro ambito assai critico su cui intervenire potrebbeessere quello dell’adolescenza. Sono moltissimi i genitori che desiderano farcrescere velocemente i figli e soprattutto in ambito sessuale sono totalmentedisorientati. Qui c’è un vuoto da colmare per ora riempito solo dal mondocommerciale. Da parte dei ragazzi c’è attesa per indicazioni serie, precise inopposizione ai messaggi sfumati e relativistici.

Sulla base delle esperienze condotte con MPV e altre Associazioni gran parte dei ragazzi dellascuola secondaria (media + liceo) ha un buon livello di attenzione erecettività per cui si possono proporre dei percorsi impegnativi, dellesfide: educare alla sessualità comeeducazione all’amore vero e la proposta del matrimonio cristiano.

Con queste premesse sembra opportuno focalizzarel’attenzione sui genitori della scuola dell’infanzia e sugli adolescenticongiuntamente con i loro genitori che proprio in questa fase tendono ad“abbandonare” i figli.

Per i genitori della scuola dell’infanzia si potrebbe cominciare con le scuoleparitarie della FISM che sono scuole di ispirazione cristiana e dove il POFè coerente con il Magistero. La popolazione scolastica che si avvale di questescuole è circa il 40% del totale. Questo servirebbe da stimolo anche per lealtre scuole, generalmente comunali, che potrebbero richiedere ciò che viene proposto alle scuole paritarieFISM.

Nelle scuole FISM dovrebbe essere elaborato per l’anno scolastico 2011-2012 una prima approssimazione di un pianopastorale per i genitori con almeno una riunione mensile di formazioneobbligatoria.

Anche per l’educazione degli adolescenti e la formazione deiloro genitori vedrei bene una partenza focalizzata sulle scuole cattoliche chesono anche scuole paritarie. In Diocesi riguardano il 10% circa dellapopolazione scolastica. Le scuole cattoliche, a norma del Codice di Diritto canonico sono sotto lagiurisdizione dell’Ordinario del luogo, e nel caso nostro dell’ Arcivescovo. La diocesi ha quindi titolo perpoter agire più efficacemente.

Nelle scuole statali è molto più difficileintervenire e le due possibilità sono:

a) insegnanti di Religione cattolica (IRC)

b) attività parrocchiale per l’amministrazione dei sacramenti (Eucarestiae Cresima)

In questi ultimi 40anni è stata seguita preferenzialmentela pastorale nelle scuole statali con i canali indicati e i risultati sonosotto gli occhi di tutti.

Questa soluzione potrebbe destare perplessità inchi si è impegnato molto in questi anni per migliorare IRC nelle scuole statali e attività nelle Parrocchie. Tuttinoi si vede come la maggior parte dellefamiglie si sia avvalsa del percorso deipunti a) e b).

Tuttavia unaattenzione supplementare per le scuole paritarie cattoliche non significa discriminaregli allievi della scuola statale, ma impiegare le scuole paritarie per stimolare i genitori e insegnanti delle scuole statali. In sintesi la scuola paritaria cattolica, massacrata da decenni di leggi ingiuste alimentate da pretestuosi pregiudiziideologici ottocenteschi, funzionerebbe nei prossimi 10 anni da starter, da avviamento per ripartire con una vera e piena educazionecattolica.

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Intervento di D.Gentile e E. Emanuele
di Amministratore Utente - lunedì, 31 gennaio 2011, 17:04
 

Ipotesi di proposte concrete

  1. Giornata di studio per i membri del Coordinamento Regionale di Pastorale dell’Educazione, della Scuola e dell’Università per recepire e approfondire gli Orientamenti CEI ed elaborare proposte concrete per il decennio.

  1. Giornata di studio Regionale per i vari soggetti coinvolti in capo educativo (la Scuola, l’Università e la Cultura, la Famiglia, la Comunità educante, I Mass Media, la Società civile), per avviare un ampio dibattito e confronto sul tema dell’educazione.

  1. Iniziative nell’arco del decennio finalizzate alla formazione degli educatori nei vari ambiti.

  1. Incontri per avviare una collaborazione permanente con le Scuole, le Associazioni Professionali, Studentesche e Familiari, i Movimenti Ecclesiali, al fine di formare una Alleanza- Rete educativa.

  1. Verifica di quanto approfondito ed elaborato nei Convegni, nei Laboratori organizzati dalla Pastorale della Scuola, per

- cercarne la corrispondenza con gli Orientamenti

- sottolineare gli spunti utilizzabili nel concreto

- studiare il modo per diffonderli.

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Risposta di Teresio Fraire:
di Amministratore Utente - lunedì, 31 gennaio 2011, 17:06
 

Concrete e valide nell’insieme, anche per il loro ampio respiro, le proposte organizzative suggerite, ma non di facile attuazione e di sicura e ampia risposta da parte dei destinatari, ma… ma bisogna procedere con coraggio, intelligenza e speranza!


Teresio Fraire

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Intervento di Luisella Rendina e Maria Luisa Danieli
di Amministratore Utente - lunedì, 31 gennaio 2011, 17:08
 

Parole chiave: progetti concreti con le scuole; proposte

Abbiamo letto con interesse gliorientamenti pastorali “Educare alla vita buona del Vangelo”.

Essendo insegnanti, quantoscritto dai Vescovi ci ha fatto risuonare corde molto sensibili ed ha rinnovatol’entusiasmo per la nostra professione-vocazione.

Vi abbiamo ritrovato, completati,approfonditi ed universalizzati, alcuniconcetti che avevamo già incontrato nella nostra Spiritualità, ad ulterioretestimonianza della sinergia tra i diversi profili della Chiesa.

Ci è sembrato particolarmente incisivo ilfatto che il documento parli dell’educazione in senso lato e tocchi la realtàdella scuola “solo” come una delle varie agenzie educative . Esso indica anche la necessità dicollaborazione e di condivisione di progetti tra le diverse realtà , appunto educative, che agiscono subambini/ragazzi/giovani.

A nostro avviso sono ovviamentepossibili progetti concreti in collaborazione con le scuole, e nelpassato ve ne sono stati di molto proficui, anche nella nostra esperienza.

Almeno altrettanto utile potrebbe forse inquesto momento risultare l’azione sugli insegnanti , in ogni ordine o tipo discuola, perché sono loro che agiscono nella quotidianità della vita e dellacrescita dei ragazzi. Tra i docenti ci paiono presenti disorientamento,disamore per la professione, grandidifficoltà di vario genere; confermare, rinforzare in loro lo slancio educativopotrebbe ottenere effetti positivi sui giovani loro affidati.

Già solo il leggere questodocumento ci ha ridato entusiasmo per la professione; si sapevano, ma su questemotivazioni ideali si era accumulata polvere, ora è come ritornare là, allafonte . Il fatto che ci venga rimessa in luce l’importanza della nostraprofessione, ci ridà entusiasmo , e questo i ragazzi lo sentono.

Proposte:

- forse potrebbe essere utile unciclo di conferenze per insegnanti (sulle idee di questo documento) tenute darelatori conosciuti , che trasmettano il loro entusiasmo e passione , ad es.inserirsi nei lunedì culturali o in grandi circuiti.

- spesso è difficile che lepersone aderiscano alle innumerevoli proposte che le raggiungono. Poiché questodocumento ci pare portatore di idee fondanti e di valori condivisibili ad ampioraggio, ci chiedevamo se non fosse utile sintetizzarlo in una forma agile(pieghevole o altro) da usare come primo approccio per proporne la lettura.

Ringraziamo ed auguriamo un buonanno.

Luisella Rendina e Maria LuisaDanieli

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Risposta di Teresio Fraire:
di Amministratore Utente - lunedì, 31 gennaio 2011, 17:09
 

Riguardo ai contributi ricevuti condivido e commento:

- è importante puntare sugli insegnanti, puntonevralgico dell’azione educativa, per rimotivarli (conferenze).

- una sintesi agile, tipopieghevole, che sarebbe utile per una diffusione capillare e fruibile permolti, premessa all’approfondimento del documento.